Protesi dentarie

I casi documentati mostrano funzionalità anche dopo 25 anni, se il paziente mantiene una igiene meticolosa e controlli regolari.

Sì, con il carico immediato, è possibile ottenere una protesi provvisoria (e talvolta definitiva) nello stesso giorno o in 24 ore.

Tecniche come l’All on Four permettono di inserire impianti anche con atrofia ossea, inclinando i perni per evitare innesti ossei complessi.

Quasi tutti, a patto di aver terminato la crescita ossea (circa 19 anni), di avere una buona salute generale e osso sufficiente.

Sì, l’impianto post-estrattivo è possibile e riduce i tempi, se non ci sono infezioni acute.

Le protesi fisse vanno lavate con spazzolino, dentifricio, filo interdentale e scovolini. Quelle mobili vanno rimosse e pulite dopo ogni pasto.

Sì, come ogni dispositivo meccanico in un ambiente umido, possono verificarsi danni alla ceramica (“chipping”), che solitamente vengono riparati.

Le protesi mobili richiedono una ribasatura (adattamento alla gengiva) circa una volta all’anno.

Le corone in ceramica integrale offrono l’estetica migliore, mentre l’oro-ceramica è ideale per la resistenza nei settori posteriori.

Gli impianti si posizionano in anestesia locale, simile a una normale cura dentistica; si può ricorrere alla sedazione per pazienti ansiosi.

Gli impianti sono spesso la soluzione più costosa e richiedono tempi di trattamento più lunghi rispetto a ponti o protesi mobili.

Devitalizzazione

No, grazie all’anestesia locale moderna non si avverte dolore durante l’intervento.

È possibile avvertire un leggero fastidio, sensibilità o dolore alla masticazione per alcuni giorni, gestibile con antidolorifici.

Anche se il nervo è rimosso, il legamento parodontale attorno alla radice è ancora vivo. Infiammazioni o traumi possono causare dolore anche dopo la cura.

In media, la procedura dura circa 30-60 minuti per seduta, spesso in una o due visite.

Non necessariamente. Con le moderne tecniche di sigillatura e ricostruzione, il rischio di discromia (cambio di colore) è molto ridotto.

Sì, in caso di nuova infezione o se il primo trattamento non ha avuto successo, è possibile effettuare un endodonzia o ritrattamento endodontico.

Si consiglia di evitare cibi duri per diverse ore e non masticare dal lato trattato per evitare rotture, preferendo cibi morbidi o liquidi.

Sì, si può intervenire in sicurezza, solitamente preferendo il secondo trimestre e adottando le dovute precauzioni radiografiche.

In presenza di carie profonde che raggiungono la polpa, traumi dentali, pulpite o granulomi/ascessi.

Dopo la devitalizzazione, il dente diventa più fragile. Pertanto, è fondamentale sigillarlo con un’otturazione, una ricostruzione con perno o, spesso, una corona (capsula) per prevenirne la frattura nel lungo termine.